Fetta di Torta 900 di Ivrea con pan di Spagna al cacao, crema al cioccolato e zucchero a velo su un piatto bianco
Torta 900 — foto: Ivan Ruggiero (Wikimedia) · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Il Canavese non ha la fama gastronomica delle Langhe, ma chi passa qualche giorno da queste parti scopre presto una cucina concreta, legata alle stagioni, alle feste di paese e a una tradizione contadina ancora molto viva. Non servono grandi itinerari: basta entrare in una pasticceria del centro di Ivrea, curiosare al banco di una salumeria o partecipare a una festa di paese per incontrare i sapori che raccontano questo angolo di Piemonte. Ecco quelli da conoscere.

I dolci: Torta 900 e canestrelli

Il dolce simbolo di Ivrea è la Torta 900. Fu creata alla fine dell'Ottocento da un pasticcere eporediese, che la chiamò così per celebrare l'arrivo del nuovo secolo. È formata da due dischi di pan di Spagna al cacao, morbido e leggero, farciti con una crema al cioccolato a base di burro e crema pasticcera, e completata da una spolverata di zucchero a velo. La ricetta originale della crema è rimasta segreta ed è custodita ancora oggi da una storica pasticceria del centro di Ivrea; la torta viene farcita al momento dell'acquisto, così che la crema resti fresca. In rete circolano molte ricette "fatte in casa", ma l'originale si assaggia solo a Ivrea.

Più antichi ancora sono i canestrelli, dolci tipici del Canavese e della Valle di Susa preparati fin dal Medioevo. Si tratta di sottili cialde ottenute schiacciando piccole palline di impasto tra due piastre di ferro roventi, per pochi istanti. Il nome viene dai cesti intrecciati in cui venivano riposti dopo la cottura. Esistono diverse varianti locali: quelli di Borgofranco d'Ivrea, lungo la strada verso la Valle d'Aosta, sono famosi per essere croccanti, sottilissimi e decorati con stemmi di famiglia impressi sulla superficie. I gusti più classici sono limone, vaniglia e cacao.

A colazione, nelle pasticcerie e nei bar di Ivrea, non mancano le paste di meliga, i biscotti di farina di mais diffusi in tutto il Piemonte, e i biscotti eporediesi, a base di nocciole e cacao.

Il salame di patate

Tra i salumi, la specialità più curiosa è il salame di patate, in dialetto salam 'd patata. È prodotto esclusivamente nel Canavese con carne di maiale e patate bollite, insaporito con sale, pepe, aglio e spezie e insaccato in budello naturale. Ha una stagionatura brevissima, che non supera la settimana, e per questo va consumato fresco. Si gusta crudo sui crostini di pane, oppure cotto, al forno o dentro una frittata.

Un consiglio pratico. Il salame di patate si conserva poco: se volete portarlo a casa, acquistatelo negli ultimi giorni del soggiorno e tenetelo in frigorifero. Nel frattempo, la cucina attrezzata della casa vi permette di provarlo anche nella versione cotta.

I piatti delle feste: fagioli grassi, polenta e merluzzo

Molti sapori del Canavese sono legati al calendario delle feste. Durante lo Storico Carnevale di Ivrea i rioni organizzano le fagiolate, con la distribuzione dei fagioli grassi, cotti a lungo in grandi pentoloni insieme a cotenna e ritagli di maiale. Il Mercoledì delle Ceneri, a Carnevale concluso, la tradizione vuole invece la distribuzione di polenta e merluzzo in piazza. Sono piatti semplici, popolari, che si assaggiano soprattutto in quei giorni e in quel contesto, in mezzo alla gente.

I vini: Erbaluce e Carema

Il Canavese è anche terra di vino. Il bianco più rappresentativo è l'Erbaluce di Caluso, una DOCG prodotta solo con uve Erbaluce sulle colline dell'Anfiteatro Morenico di Ivrea. Esiste in versione ferma, spumante con metodo classico e passito, quest'ultimo affinato per almeno tre anni prima della vendita. Il rosso più celebre è invece il Carema, un Nebbiolo prodotto nell'omonimo paese al confine con la Valle d'Aosta, su terrazzamenti sostenuti da muretti a secco. Qui le viti sono allevate a pergola e sorrette dai pilun, pilastri di pietra e calce che caratterizzano il paesaggio; i pendii sono così ripidi che il lavoro in vigna si fa ancora a mano.

Ivrea e i suoi dintorni sono il luogo naturale per cercare questi prodotti: trovate qualche idea per la visita nella pagina dedicata a Ivrea. E la sera, rientrati a Casa Marche, nessun programma è più semplice di una tavola apparecchiata con salame, pane e una fetta di torta, insieme a chi viaggia con voi.

Una cucina tutta per voi

Casa Marche ha una cucina attrezzata dove preparare una cena con i prodotti del territorio: 95 mq, tre camere, due bagni, fino a 6 ospiti a Montalto Dora.