Il simbolo bianco del pellegrino dipinto su una pietra lungo la Via Francigena nel Canavese
Segnavia della Via Francigena nel Canavese — foto: Laurom · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Per più di mille anni pellegrini, mercanti e viandanti hanno attraversato il Canavese scendendo dal Gran San Bernardo verso Roma. La Via Francigena, l'itinerario che l'arcivescovo Sigerico di Canterbury descrisse nel suo viaggio di ritorno da Roma alla fine del X secolo, entra in Piemonte proprio qui, all'uscita della Valle d'Aosta, e attraversa l'Anfiteatro Morenico di Ivrea prima di proseguire verso la pianura vercellese. Oggi è un cammino segnalato e molto frequentato, ma si presta benissimo anche a chi vuole percorrerne solo un pezzo in giornata.

Da Pont-Saint-Martin a Ivrea

La prima tappa canavesana parte da Pont-Saint-Martin, in Valle d'Aosta, dal ponte romano sul torrente Lys, e arriva a Ivrea dopo circa 22 chilometri, con un dislivello moderato. È considerata di media difficoltà, con pochissimo asfalto e molto verde.

Il primo tratto sale tra i vigneti e i gradini in pietra, supera il confine con il Piemonte e raggiunge la cappella di San Rocco, che si affaccia su Carema. Si scende poi tra le viti allevate a pergola, sostenute dai caratteristici pilastri, fino a Settimo Vittone, dove il complesso della pieve di San Lorenzo è uno dei più importanti esempi di romanico del Piemonte. Un'antica mulattiera porta al castello di Montestrutto e da lì ai Balmetti di Borgofranco, cantine naturali scavate nelle pieghe della montagna, dove l'aria fresca che esce dalla roccia serviva a conservare vino e salumi.

Nell'ultima parte il paesaggio si fa più dolce: colline moreniche, boschi, piccoli borghi medievali e i laghi. Il cammino attraversa Montalto Dora, passando davanti al Palazzo Comunale, costeggia l'area del Lago Pistono e delle Terre Ballerine e scende infine verso Ivrea, con la vista sulla Dora Baltea.

Per chi cammina: la Via Francigena è segnalata con cartelli e con il simbolo del pellegrino dipinto su pietre e muri. Per le tracce GPS ufficiali, la credenziale e lo stato dei sentieri fate riferimento all'Associazione Europea delle Vie Francigene e agli uffici turistici locali.

Da Ivrea al Lago di Viverone

La tappa successiva va da Ivrea a Viverone ed è più facile: circa 20 chilometri con dislivello minimo. Lasciata la città, il percorso attraversa la campagna verso Bollengo e corre ai piedi della Serra, la lunga collina morenica che chiude l'orizzonte a est. Si passa da Palazzo Canavese e da Piverone, dove il cammino sfiora il Gesiun: i resti di una chiesa romanica dedicata a San Pietro, con le mura perimetrali, il campanile e un frammento di affresco, nata tra la fine del X e la metà dell'XI secolo. L'arrivo è sulle rive del Lago di Viverone, di origine glaciale e terzo lago del Piemonte per estensione.

Da Viverone il cammino prosegue verso Santhià, già in provincia di Vercelli, con un'altra tappa di circa 16-17 chilometri: qui si lascia il Canavese per entrare nella pianura delle risaie.

Come percorrerne un tratto in giornata

Non serve essere pellegrini a tempo pieno per godersi la Francigena. Alcune idee pratiche:

  • Montalto Dora – Ivrea: il tratto più semplice, che si può fare partendo a piedi dal paese e arrivando in città per visitare il centro storico.
  • Lago Pistono e Terre Ballerine: un breve anello sul tracciato della Francigena, adatto anche ai bambini.
  • Settimo Vittone e i vigneti di Carema: per chi ama i paesaggi terrazzati e il romanico, raggiungibili in treno o in auto lungo la valle.
  • Ivrea – Bollengo: un assaggio della tappa verso Viverone, ai piedi della Serra.

La linea ferroviaria che risale la valle della Dora tocca diversi paesi lungo il percorso, quindi è spesso possibile camminare in un senso e rientrare in treno. Orari e collegamenti vanno verificati sui canali ufficiali prima di partire.

Cosa vedere lungo il cammino

Oltre al paesaggio, il bello di questo tratto è la densità di luoghi: il castello di Montalto Dora, che controllava proprio l'accesso alla Valle d'Aosta e la strada dei pellegrini; il centro di Ivrea con il Duomo e il castello; i laghi del Parco dei Cinque Laghi. Nella cappella del castello di Montalto è dipinto un grande San Cristoforo, il santo protettore dei viaggiatori: un piccolo segno di quanto la via dei pellegrini abbia lasciato traccia nel territorio.

Primavera e autunno sono i periodi ideali: temperature miti, colori del bosco e dei vigneti, sentieri meno affollati. In estate conviene partire al mattino presto. Dopo una giornata sui sentieri, tornare a Casa Marche, a Montalto Dora, vuol dire avere la Francigena praticamente sotto casa. Per altre idee sul territorio trovate la pagina dei dintorni.

Sul percorso dei pellegrini

La Via Francigena transita da Montalto Dora, a pochi passi da Casa Marche: un appartamento con tre camere e due bagni, lavatrice e Wi-Fi, comodo per chi cammina.